Programma Elettorale – Elezioni Amministrative 2014

PROGRAMMA ELETTORALE 2014 

PRC-SE DI CORREGGIO

Elezioni Comunali Maggio 2014

 

PREMESSA.

Gli anni dal 2008 al 2013 a seguito della crisi economico-finanziaria mondiale si è trascinata in tutti questi anni una profonda crisi economica. Al crollo delle borse ha fatto seguito una gigantesca ondata di chiusura delle aziende in tutta Italia. A Reggio Emilia e provincia ci sono decine di migliaia di persone in cassa integrazione, mentre lavoratori autonomi e commercianti soffrono

enormemente la depressione economica più forte dal 1929.

Questo quadro di drammatica anticamera di disoccupazione cambierà la divisione internazionale del lavoro e i rapporti di forza tra le classi sociali. Il governo Renzi intende portare a compimento il disegno politico per cambiare la Costituzione ed avviare così l’Italia a diventare una repubblica presidenziale con l’uomo forte, espressamente voluto da Confindustria per uscire da destra dalla crisi economica. In questo contesto cambiano le priorità di Rifondazione Comunista.

Il sistema dell’ente locale è il primo luogo di intervento per la gestione di politiche di redistribuzione e di inclusione sociale. Al fine di aprire una nuova stagione delle autonomie locali, il PRC considera essenziale che i programmi siano il fondamento delle politiche contro la disoccupazione. Tutti i temi politico-amministrativi sono rilevanti, ma l’importanza maggiore deve essere data dalla difesa del lavoro e dei lavoratori, e dello stato sociale. Questo per noi è il primo tema vincolante.

 ENTI LOCALI CONTRO LA CRISI

Per il PRC vi è il tema della CAPACITA’ dell’Ente Locale, più vicino ai cittadini, più inserito nel contesto sociale e più flessibile nella concretezza operativa del quotidiano di riappropriarsi del suo ruolo e di contrastare la crescente strumentalizzazione da parte dei poteri centrali, giocata attraverso riduzioni dei trasferimenti finanziari e normative apparentemente di valorizzazione del ruolo degli enti locali, ma sostanzialmente tendenti a limitare la loro capacità di incidere sui territori. In particolare, con l’approvazione delle recenti leggi finanziarie di stabilità e col fiscal compact , c’è il rischio che diritti e risorse non siano più uguali per tutti gli enti locali, facendo venir meno quella concezione universalistica dei diritti dei cittadini per la quale ci battiamo da anni.

La crisi economico finanziaria e la sua dimensione globale che costituiscono, come è ovvio, la base delle scelte politiche di questi momenti, il tema di fondo è, e sempre

rimarrà, la tutela delle condizioni di vita e di esistenza delle classi sociali più deboli, comporta la necessità di una maggiore attenzione ai contenuti ed ai principi ispiratori delle scelte politiche specifiche sui diversi temi. Occorre prendere atto che anche a Correggio si verificano atti di licenziamenti, della precarizzazione dei lavoratori e dei giovani,  e dell’ esclusione di ogni diritto dei cittadini.

Occorre un attivismo dell’ente locale sul tema lavoro e occupazione.

  LAVORO E FORMAZIONE PROFESSIONALE

I nostri principali obiettivi politici sono:

  • combattere il lavoro nero
  • costituire un laboratorio per l’avvio in start-up di nuove imprese avanzate
  • aumentare la sicurezza sul lavoro
  • riorientare il sistema di formazione professionale verso le fasce più deboli

L’obiettivo principale della politica del PRC-SE è rivolto alla difesa degli interessi dei lavoratori con azioni concrete di contrasto alla precarietà, al lavoro nero, alla sicurezza sul lavoro, all’impegno degli Enti Locali per prevenire le situazioni di crisi e per difendere le fasce deboli del mercato del lavoro.

Rifondazione Comunista appoggia ogni sperimentazione finalizzata a salvare i posti di lavoro, a partire dalle forme di autogestione operaia e cooperativa, come quella emersa recentemente a Sant’Ilario. Il PRC-SE auspica che il sistema cooperativo reggiano possa contribuire attivamente a

recuperare il senso del mutualismo nel mondo del lavoro. In sostanza occorre attivare una svolta verso la DECRESCITA, nel senso che dobbiamo riqualificare il sistema produttivo in senso qualitativo, promuovendo investimenti in settori ad alto livello tecnologico, superando la

spinta alla crescita quantitativa fine a se stessa. In un contesto in cui il neoliberismo e le forze politiche di centro e di destra restano sostanzialmente inerti, la guerra tra poveri e la competizione egoistica tra i lavoratori vanno evitate con ogni mezzo.

Per questo il PRC-SE di Correggio ritiene necessario indicare la necessità della tutela dei posti di lavoro e della solidarietà tra i lavoratori come assi portanti della propria politica. Una politica mirata a declinare nuovi modelli di orario e salario, con l’idea di lavorare meno e lavorare tutti.

La crisi colpisce in modo rilevantissimo anche le categorie di lavoratori autonomi come gli artigiani e i piccoli commercianti, che spesso si sono indebitati per conto dell’industria. Anche a questi lavoratori indichiamo azioni per tutelare una fetta importante del lavoro del nostro territorio.

La formazione professionale può essere uno strumento fondamentale per la riqualificazione verso nuovi mestieri e nuove professionalità.

 STATO SOCIALE

Rifondazione Comunista ritiene necessaria la rimozione delle problematiche degli ostacoli di tipo socio-economico che comprimono l’esercizio dei diritti e delle opportunità per tutti, reggiani, italiani e migranti. Serve il rafforzamento dei sistema ISEE e ampliamento del sistema delle

agevolazioni per i nuclei famigliari a basso ISEE. Occorre sviluppare l’accrescimento dell’offerta di servizi a valenza educativa, sociale e sanitaria capaci di coniugare qualità e flessibilità tipologica, promuovendo la partecipazione attiva delle famiglie. La gestione di tali servizi può avvenire

anche attraverso la collaborazione con cooperative sociali o associazioni senza fini di lucro, fatti salvi i diritti dei lavoratori. In questo senso è prioritario lavorare all’estensione di progetti di

prevenzione rivolti a ragazzi ed adolescenti soprattutto per quel che riguarda le droghe e l’alcolismo. Per le dipendenze il PRC ritiene necessario articolare proposte concrete sulla riduzione del danno. Con il governo di destra non sono stati rifinanziati i fondi per i non autosufficienti, come è stato per il governo dell’Unione. Il PRC ritiene necessario costruire un sistema sociosanitario integrato di welfare locale per anziani, costruire un sistema sociosanitario integrato di welfare locale per disabili, e verificare la funzionalità delle ASP di recente costituzione.

Si conviene sulla valorizzazione degli anziani autosufficienti, delle loro esperienze di vita e di lavoro, favorendo il dialogo intergenerazionale. Per quel che riguarda le persone non autosufficienti è necessario favorire il concetto di domiciliarità, sviluppando meglio i servizi territoriali.

La politica per l’abitazione va aggiornata, nel senso che i comuni devono impegnarsi a definire nei PSC e nei POC aree da destinare alla costruzione o al recupero dell’esistente, di alloggi ad edilizia convenzionata sia per l’acquisto che per l’affitto, favorendo, anche la costruzione di alloggi da parte di cooperative di abitanti a proprietà indivisa o col sistema dell’affitto a riscatto. Inoltre nella pianificazione dei nuovi interventi residenziali è necessario favorire, prioritariamente l’uso di aree di recupero.

 SANITA’

Le nuove amministrazioni locali dovranno impegnarsi a difendere e sostenere, insieme alla Regione Emilia Romagna, gli alti livelli di prestazioni del sistema sanitario reggiano come obiettivo politico prioritario. Ciò non toglie che si debbano ridurre fortemente le liste di attesa per le visite specialistiche, si debbano potenziare i servizi territoriali e contrastare, per quanto possibile, gli sprechi soprattutto in ambito amministrativo, a partire dagli stipendi e dai premi esagerati dei dirigenti. Occorre precisare meglio l’integrazione socio-sanitaria, mentre va dato un forte

impulso all’attività di prevenzione delle malattie e dei tumori, anche professionali. La prevenzione come filosofia va rimessa al primo posto delle priorità politiche in sanità.

Per questo è fondamentale che l’ AUSL reggiana sia dotata degli idonei strumenti tecnici e finanziari, e sia effettivamente messa in grado di misurare “anche” l’incidenza di PM 2,5 e nanopolveri presenti nell’ aria, oltre che alla misurazione della quantità di ozono e degli altri agenti inquinanti nella stagione estiva.

 FISCO E RISORSE

In questa fase l’inserimento di nuove tasse comunali porterà ancora una progressiva riduzione dei trasferimenti da parte del governo centrale verso i comuni e accentuerà la tendenza dei comuni all’aumento delle tariffe e del costo dei servizi per compensare tale riduzione. Le conseguenze principali saranno il progressivo aumento dei costi dei servizi e la loro potenziale insostenibilità da parte dell’utenza, e l’aumento della forbice tra parti forti del territorio e parti deboli, tra pianura ricca e montagna povera.

Per questo il PRC-SE vuole:

1. Rafforzare la progressività nella gestione delle entrate.

2. Individuare una soglia di protezione sociale ( reddito minimo) che garantisca l’accesso ai servizi e introduca fasce di esenzione per i servizi a domanda individuale, soprattutto durante questa forte crisi economica.

3. Verificare l’efficacia dei regolamenti ISEE con maggiori controlli sulle autocertificazioni. In ogni caso nelle situazioni reddituali più forti le tariffe dovranno avvicinarsi al costo del servizio in modo tale da ottenere un effetto perequativo rispetto alle fasce deboli.

4. Ridurre la spesa interessando non solo il sistema tariffario ma anche la forma di gestione: se un servizio privatizzato costa più di quando era pubblico bisogna battersi per tornalo a rendere pubblico. Riteniamo utili una parte delle proposte avanzate dall’ANCI per corrispondere

alle necessità di finanziamento dei Comuni.

 SCUOLA

n programma per il governo delle amministrazioni periferiche (Provincia e Comuni) deve

dare indicazioni precise affinché l’Ente si faccia carico della garanzia di un’istruzione di qualità per tutti gli studenti. Per questo il Convitto di Correggio deve essere rilanciato e non chiuso, deve diventare un punto qualificante del sistema di istruzione e formazione dei ragazzi.  Deve tutelare un diritto inalienabile come lo studio attraverso gli strumenti di controllo che pertengono all’Ente e attuare ogni azione possibile in sostegno di una scuola messa in ginocchio dai tagli indiscriminati e da  una proposta didattica che spazza via decenni di consolidati e accreditati metodi didattico-pedagogici. In un periodo di forte e pesante crisi economica si dovranno prevedere dei finanziamenti mirati destinati all’istruzione pubblica, attraverso ad esempio esenzioni per i buoni mensa o abbattimento dei costi per gli abbonamenti dei mezzi pubblici. Prevedere dunque una serie di convenzioni per non aggravare le famiglie di ulteriori costi mantenendo attivi una serie di servizi dedicati agli studenti e che qualificano il loro tempo-scuola.

Rimane attuale, a maggior ragione in questo periodo di crisi, la critica ai finanziamenti alle scuole private parificate. Senza ripercorrere l’iter legislativo che ha permesso agli istituti privati di ottenere finanziamenti pubblici, va sottolineato che la Costituzione, pur prevedendo l’esistenza di scuole private, specifica che questi debbano sussistere “senza oneri per lo Stato”.

Occorre continuare con l’azzeramento attuato da ISECS in questi ultimi anni delle liste di attesa prioritariamente attraverso l’estensione dei servizi di nido e di scuola dell’infanzia comunali e statali. Il che significa che anche in situazioni in cui il servizio viene gestito in modo misto, nuove realizzazioni ed estensioni del medesimo devono essere fatte prioritariamente con impronta pubblica. Nel rapporto coi soggetti privati è necessario un rigoroso rispetto della legislazione in materia ( in particolare le leggi regionali 1/2000 e 26/2001), prevedendo un sostegno pubblico prevalentemente rivolto a progetti di riqualificazione e miglioramento degli standard qualitativi e didattici. Nella stipula delle convenzioni sarà quindi necessario destinare una quota prevalente

dei finanziamenti a progetti di qualificazione didattica, handicap, cittadini extracomunitari, formazione personale. La realizzazione di tali progetti dovrà essere verificata attraverso commissioni di controllo operanti sul duplice livello della qualità del servizio e della soddisfazione dell’utenza. L’ingresso al nido di tutti i bambini di cui i genitori ne fanno richiesta va dunque garantito per i due ordini di motivi suddetti. Questo diritto va garantito:

1. assicurando un numero di posti adeguato;

2. consentendo a tutti i richiedenti l’ingresso, prevedendo dunque diverse fasce per accedere al diritto di esenzione del pagamento sulla base delle fasce  ISEE.

L’affidamento dei servizi alla prima infanzia e alla prima infanzia a soggetti cooperativi o privati non religiosi, deve assicurare, attraverso una verifica delle convenzioni in essere un livello analogo delle prestazioni rispetto al servizio pubblico. Le ricadute della riforma Gelmini sulla qualità del tempo-scuola e sull’apprendimento saranno particolarmente negative nella scuola Primaria.

Questo sconvolgerà definitivamente un modello didattico-pedagogico introdotto e praticato con successo dagli anni ’90, cioè il modello su moduli (3 insegnanti su 2 classi e il lavoro di team); vi sarà un drastico taglio degli organici creando nuovi disoccupati e nuovi precari; non saranno più previste le “compresenze” e nemmeno saranno garantiti approfondimenti, recuperi, uscite e visite didattiche e laboratori.

Un Ente Locale deve operare per:

1. garantire il Tempo Pieno a tutti i richiedenti tenendo presente che la Legge 147/2007 è ancora in vigore;

2. garantire le attività laboratoriali e le esperienze didattiche extrascolastiche;

3. fornire un’adeguata informazione a tutte le famiglie che devono iscrivere il-la bambino-a alla prima classe della scuola Primaria affinché possano fare una scelta consapevole sul modello orario per il quale optare;

Per gli interventi extrascolastici, si ritiene quanto segue:

Nella loro pianificazione devono essere coinvolte le forze presenti sul territorio con particolare riferimento a quelle realtà che si occupano di musica, danza, sport che deve avere sempre più un’impronta di tipo non agonistico. Per quel che concerne i dopo-scuola e i campi gioco estivi, è bene che sia Isecs ad occuparsene anche assumendo a tale scopo personale ( anche in forma

flessibile) cui devono essere garantiti i diritti previsti dalla vigente legislazione oppure cooperando con gli istituti superiori o l’università che possono prevedere per gli stages formativi il servizio presso le strutture comunali che si occupano di dopo-scuola o campi estivi.

 AMBIENTE

 Rifondazione Comunista ritiene essenziali ad una politica di lungo periodo i seguenti obiettivi di politica ambientale:

1. occorre rivedere e mettere in sicurezza tutto il ciclo delle acque: bonifiche, acquedotti, depuratori

2. rafforzare la politica di acqua bene comune

3. raggiungere l’obiettivo del 80% di riciclo dei rifiuti solidi urbani con la raccolta porta a porta

4. sperimentare economie di ciclo breve

Il PPGR approvato enunciava l’obiettivo del 60% della raccolta differenziata dei rifiuti all’anno 2012. La delibera della Provincia che stabilisce le priorità su raccolta differenziata e Trattamento Meccanico-Biologico impostano la linea su cui ottenere gli obiettivi di smalti mento nell’autosufficienza provinciale, in coordinamento regionale, previsti dal PPGR e dalle normative nazionali. La modularità del TMB consente di fare più impianti sui territori senza spostare

i rifiuti, quindi inquinando di meno.

Il PRC ritiene che non si debbano consentire le aperture delle centrali a biomasse a Correggio e che debba essere applicato il principio di precauzione per tutelare la salute della popolazione.

Si propone di mettere in atto la raccolta differenziata porta a porta spinta RDPS, in modo da ottenere una quantità di Materiali Post-Consumo da inviare al riciclaggio nella percentuale dell’80 (ottanta) per cento nel 2015.  Si propone il metodo della raccolta porta a porta con lettura nominativa e controllo del contenuto a campione. Si propone inoltre l’applicazione con le

seguenti modalità:

1. Preparare adeguatamente la popolazione con incontri informativi, anche rifacendosi alle esperienze di questo tipo messe in atto a Sommacampagna, Treviso, Gonzaga.

2. Applicazione su tutta la provincia simultaneamente del nuovo sistema di gestione, con la consegna individuale dei sacchi marchiati a codice a barre corrispondenti al nome utente e raccolti con la lettura laser, poi scaricati a computer per il calcolo della tariffa puntuale.

3. Gestione con le stesse modalità, individuali e di controllo per i rifiuti urbani e per quelli derivanti da attività industriali.

4. Ritiro di tutti i cassonetti, e attivazione di un controllo campionario su tutto il territorio provinciale.

5. Consegna dei Materiali Post-Consumo a processi di filiera per la ulteriore differenziazione al fine di ottenere materiali più riciclabili.

6. Attivare processi industriali modulari sul territorio sub-provinciale per il riciclo e il riutilizzo dei Materiali Post-Consumo, quali il compostaggio dell’organico e la biossidazione (o bioessiccazione) della frazione residua, al fine di facilitare la gestione dei trasporti dei

Materiali Post-Consumo, minimizzando i costi.

7. Attivazione dell’Università e degli enti pubblici di ricerca per fare progetti mirati al riciclo e al riuso dei Materiali Post-Consumo, quali l’Università di Modena

8. Il coinvolgimento e la formazione dei cittadini nell’assunzione delle decisioni in materia, attraverso le esperienze che si rifanno al bilancio partecipativo.

9. Applicando il regime della tariffa, in modo da fare pagare di più a chi produce più MPC, e male, e fare pagare meno a chi più raccoglie i MPC in modo ben differenziato. Studiando le forme più opportune, con la raccolta porta a porta che è nominativa, possono essere premiati i cittadini più virtuosi, utilizzando il metodo della tariffa puntuale.

10. Tassazione alla fonte delle merci, da mettere in atto nei confronti dei produttori di merci attraverso una specifica campagna tendente a tassare le merci con contenitori non riciclabili e/o la cui natura non è chiaramente riciclabile.

11. Applicazione dei regolamenti e delle direttive europee in tema di rifiuti solidi urbani.

 MIGRANTI, DIRITTI CIVILI E SICUREZZA

Occorre contrastare e sospendere l’applicazione della legge Bossi Fini per difendere concretamente i diritti dei migranti alla convivenza civile. Attraverso le amministrazioni locali indichiamo la necessità di contrastare le politiche razziste della Lega Nord e l’azione positiva di promuovere spazi pubblici e occasioni di incontro politico-culturale con i migranti.

In particolare il decreto del governo che impone ai medici di denunciare i clandestini va contrastato con fermezza. Oltre alla pericolosità epidemiologica e sanitaria c’è la violazione di qualunque etica professionale medica e dei diritti umani. Per questo riteniamo importante offrire le nostre sedi ai medici che vogliano curare i migranti in sicurezza.

La politica di sicurezza pubblica è strettamente connessa alla sicurezza sociale.

Per questo pensiamo sia indispensabile affrontare i temi dei diritti civili e della sicurezza in forma unitaria, con il coinvolgimento delle associazioni degli immigrati e dei cittadini italiani in uno spirito di fraternità.

 PACE

Sulla necessità di ricostruzione di un nuovo movimento per la pace, occorre agire concretamente per aiutare il comitato No Dal Molin contro la base di Vicenza, il NO-MUOS in Sicilia, il movimento di solidarietà per la pace in Palestina e in Kurdistan e attivare concrete attività di solidarietà politica internazionalista. Concretamente va rinnovato l’impegno che ha contraddistinto il nostro comune a lavorare alle proposte di progetti di cooperazione internazionale.

URBANISTICA

La fase attuale è caratterizzata dalla riforma federalista i cui esiti sono del tutto incogniti quanto a effettiva possibilità futura di rifinanziamento della spesa sociale. Quindi potrebbe permanere la tendenza, abbastanza generalizzata da parte degli enti locali, di recuperare risorse attraverso gli oneri di urbanizzazione che rappresentano un’entrata del comune derivante da nuove edificazioni.

Nonostante ciò, la crisi economica e finanziaria potrebbero avere un notevole effetto depressivo, e al contempo avere un alibi per legittimare le tendenze ad un’eccessiva espansione urbanistica, magari prodotta per finanziare opere pubbliche, chiamate nuove infrastrutture, e non i servizi.

Non si deve costruire nulla nel comparto PP9 di Via Carletti.

Proponiamo la riconversione dello sviluppo al recupero e alla riconversione delle destinazioni d’uso, tutele ambientali e la ricreazione di spazi pubblici come beni comuni e della comunità.

Vogliamo l’assunzione definitiva del concetto di trasformazione e riqualificazione urbana in luogo del concetto di espansione ( prima si edifica sulle aree di recupero, poi si occupano nuove aree) . I nuovi strumenti urbanistici PTCP e PSC, e dato il PTR, porteranno nei prossimi anni un migliore equilibrio nella gestione territoriale.

Occorre ridare senso di comunità alle nostre città, delineando nuove proposte urbanistiche (servizi nei quartieri), la tutela dei beni comuni e il rifiuto dell’urbanistica contrattata coi privati.

AGRICOLTURA

La crisi dell’agricoltura è un aspetto preoccupante di questa crisi economica. La rapina del profitto da parte del sistema distributivo sta portando alla chiusura delle stalle nella nostra provincia. Per un allevatore non c’è più nessuna convenienza a lavorare per ottenere prezzi così bassi. I prezzi dei carburanti, i prezzi delle sementi vengono enormemente dilatati per favorire le speculazioni

sui mercati finanziari, oltre che per arrivare a giustificare l’introduzione degli OGM e lo sviluppo dei biocarburanti. Con grave danno ecologico ed economico al nostro futuro.

Gli obiettivi politici che ci proponiamo sono: la sperimentazione di forme di patto territoriale per la riprogrammazione e la diversificazione delle colture, la riconnessione su base territoriale di produttori e consumatori con adeguate tutele e contrastare l’abbandono della terra all’incolto.

 ECONOMIA

E’ necessario avere un quadro chiaro dell’economia locale rispetto alla globalizzazione e conoscere il quadro delle possibili delocalizzazioni produttive, per contrastare la deindustrializzazione e tutelare i siti produttivi. Proponiamo di attivare protocolli di patto territoriale, con barriere

all’ingresso e all’uscita e di indagare in profondità il fenomeno mafioso nell’economia.

Occorre cogliere l’avvio della nuova programmazione di Fondi strutturali europei al fine di riqualificare tutto il nostro sistema produttivo.

E’ indispensabile che i cittadini non paghino le scelte sbagliate fatte nella scorsa legislatura su Encor: in questo senso il PRC promuoverà azioni in questa direzione.

 TRASPORTI E MOBILITA’

Per i comunisti resta prioritario sviluppare forme di mobilità pubblica. Occorrono adozioni di piani del traffico che vadano nella direzione della riappropriazione delle piazze e delle strade da parte dei cittadini, attraverso la realizzazione di zone di limitazione e la gerarchizzazione della viabilità ( pedoni, ciclisti, merci,). Dopo la fase di estensione e messa in sicurezza delle

piste ciclabili occorre la connessione tra tutti i rami. Serve inoltre una razionalizzazione dei flussi del traffico attraverso un orientamento dei flussi stessi. A questo proposito proponiamo convenzioni con SETA stipulate da aziende e sindacati nei contratti integrativi di lavoro.

E’ poi indispensabile raggiungere un assetto stabile e organico per SETA con unitarietà di azienda e contratti dei lavoratori.

 PARTECIPAZIONE

Il PRC-SE ritiene indispensabile promuovere la partecipazione dei cittadini con l’obiettivo di sviluppare un allargamento delle forme democratiche che contrasti la concentrazione del potere politico amministrativo. Per questo si indica necessario sperimentare forme di partecipazione dei

cittadini alle decisioni amministrative che contemplino la possibilità che il consiglio comunale assuma la scelta delle assemblee di bilancio partecipativo, anche attraverso la costituzione di una delega ( assessorato) alla partecipazione e la modifica degli statuti comunali prevedendo in essi

organismi di partecipazione nuovi.

La costruzione di percorsi per il coinvolgimento dei cittadini nelle scelte di bilancio, dovranno seguire le seguenti fasi:

1. Costituzione sul territorio di assemblee tematiche cui partecipino tutti i cittadini coinvolti nella discussione del bilancio.

2. Impegno da parte delle amministrazioni a far circolare in durante le assemblee tematiche le informazioni concernenti le decisioni da prendere, numeri, limiti di spesa e orientamenti prevalenti.

3. Le assemblee tematiche dovranno poi esprimere un orientamento di cui verrà verificata la sostenibilità finanziaria dall’amministrazione che si impegnerà a compiere quella data scelta.

4. Alle assemblee tematiche i cittadini potranno partecipare in modo singolo o associato.

 CULTURA, LAICITA’ E ANTIFASCISMO

La cultura è alla base della sviluppo di un paese, lo sviluppo di un paese è strettamente legato ai suoi giovani e alla loro formazione. Per questo è fondamentale valorizzare uno spazio in cui i ragazzi, prevalentemente nella prima fase adolescenziale (tra i tredici e i diciotto anni), possano ricevere stimoli culturali e artistici che aprano il loro sguardo alla società, ai suoi problemi e ai suoi cambiamenti. Perciò vorremmo puntare a nuovi ambienti o meglio alla valorizzazione di quelli già esistenti come ad esempio lo Spazio Giovani Casò con attività formative rivolte ai più svariati settori, attraverso una programmazione d’iniziative inerenti al cinema, musica, storia, attualità per

indurre l’adolescente a possedere una visione critica di ciò che lo circonda e per fare di questi spazi non solo un luogo di ritrovo e divertimento ma anche una vera e propria crescita, appropriazione e partecipazione alla vita culturale e civile della comunità. Il nostro presente è segnato dalla crescita di nuove destre di massa che, quando non rivalutano esplicitamente il fascismo, attaccano sempre e

comunque la resistenza e l’antifascismo. Nell’ultimo decennio i valori costituzionali sono stati messi costantemente e fortemente a rischio. C’è una filosofia che, nel caso dei partiti presenti in Parlamento e nel governo, in modo più subdolo, sta producendo leggi e mutamento profondo dei processi sociali, mentre nel caso della cosiddetta estrema destra, in modo più esplicito, produce nelle strade e nelle piazze, pestaggi, azioni violente e aberranti nei confronti di categorie sgradite di esseri umani e manifestazioni di intolleranza di vario genere. Pensiamo non sia possibile, di fronte a manifestazioni di piazza dichiaratamente inneggianti al fascismo, ad azioni di violenza contro immigrati e senzatetto, a svastiche e saluti romani esibite negli stadi, alzare le spalle considerando questi solo come fenomeni di anacronismo politico, di ignoranza culturale o, più semplicemente, di ordinaria stupidità metropolitana. In tempi di revisionismo storico e denigrazione della Resistenza, ma soprattutto di passaggio verso una società sempre più multietnica, le attuali-formazioni della destra radicale italiana cercano uno spazio nuovo, alimentando la paura ed il rifiuto nei confronti dello straniero e del diverso. Il campo è oggi quello della messa in crisi dei valori di uguaglianza e solidarietà sanciti dalla nostra Carta Costituzionale, per veicolare antichi fantasmi sulla “mescolanza delle razze” e lo “sradicamento dei valori e delle tradizioni”. E’ lo stesso terreno si cui sono cresciute in tutta Europa le formazioni xenofobe e razziste, in Italia la Lega Nord. Alcune ricerche testimoniano che un adolescente su quattro è in Italia, è potenzialmente sensibile a questi richiami. Un pericolo da non sottovalutare che ci dà la misura dell’attualità e dell’importanza di una lotta antifascista e antirazzista. Necessario nei territori organizzare iniziative pubbliche che permettano di conoscere in modo più approfondito la storia passata e recente; costruire percorsi in modo che l’uso “pubblico della “caratterizzato negli ultimi anni da esempi liquidatori (vedi es. Pansa) lasci il posto ad una consapevolezza civile. Occorre estendere la rete di relazioni politiche del movimento antifascista reggiano, e da parte del Comune di Correggio sostenere la funzione dell’istituto storico della Resistenza e partecipare ai lavori del comitato di difesa della Costituzione.

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